
MONDIALI DI CALCIO IN GERMANIA: UN OBIETTIVO SUCCULENTO PER UN "11 SETTEMBRE EUROPEO"?
I presupposti ormai ci sono tutti, lo scenario economico e storico è pronto, le telecamere di tutto il mondo sono puntate.
Questa volta non occorrerà sequestrare i filmati come fu fatto al Pentagono, l'11 settembre stesso, anzi.
Il film sull'attentato (o gli attentati) ai mondiali di calcio in Germania potrebbe diventare una realtà.
Probabilmente anche un "patriot act europeo", volto a controllarci più di quello che già ci controllano, è già redatto e pronto per divenire legge in tutti gli stati d'Europa.
L'unione Europea.. che bella trovata! 
Oltre alle carte di credito, ai cellulari, alle carte fedeltà, alle telecamere installate ormai in ogni angolo delle piazze, ad internet, cosa è rimasto più da controllare?
Beh, un giorno non molto lontano magari anche a noi proporranno il chip sottocutaneo (che negli States ormai sta diventando una moda) che servirà a non avere più le chiavi di casa, il bancomat o il cellulare.
Il tutto con la scusa di "proteggerci". Il bello è che credo che la maggior parte delle persone saranno disposte ad accettare tutto questo e che diranno che sarà "un bene" che questo avvenga.
Vi ricordate Matrix?
Con un attentato nel cuore dell'Europa, anche noi avremmo "le giuste motivazioni" per schierarci al fianco dell'Impero USA contro il fantomatico impero del terrore, inventato e finanziato dagli stessi Stati Uniti.
Non dimentichiamoci chi ha da sempre finanziato la rete di Al Quaeda e che la famiglia Bush faceva affari con la famiglia Bin Laden.
Non dimentichiamoci che gli USA combattono per scovare armi di distruzioni di massa, armi biologiche quando sono loro i primi produttori di armi non convenzionali (chimiche, atomiche, ad energia diretta, haarp, scie chimiche, etc.).
Un attentato è anche una giustificazione utile non solo ad "inviare truppe", ma a schierarsi totalmente.
La CIA questo lo sa molto bene e quello che sta attuando è semplicemente un piano che si basa sul "Dividi et impera", al fine di mettere contro popolazioni (occidentali e musulmani) per controllarle meglio.
E per far questo utilizzano soprattutto i media che da sempre sono servi del potere, ampliando e esagerando solo eventi e notizie di dubbia attendibilità (che mai nessuno si preoccupa di verificare, come ad esempio la recente uccisione del "numero due di Al Quaeda: Abu Musab al-Zarqawi), o tornando a parlare e a mostrare la foto di Bin Laden ovunque... oppure facendo leva su personaggi chiave che riscuotono un certo "audience" nel pubblico di cultura medio bassa (vedi Oriana Fallaci quando afferma che vuole far saltare la moschea che vogliono costruire "vicino casa sua"... poverina!! le rovinano la visuale!).

Non dimentichiamoci che Israele, (poiché l'America non potrà intervenire direttamente se non tramite Israele), avrà la possibilità finalmente di vendicarsi indirettamente dei milioni di ebrei sterminati durante la seconda guerra mondiale (indirettamente poiché non sarà Israele a compiere l'attentato, ma, a detta dei media sarà Al Quaeda istigato guarda caso dall'Iran... ma Israele fa parte del complotto messo su dalla CIA quindi oltre ad assoprare la vendetta, avrà la scusa per muovere guerra, insieme agli USA e alleati, contro l'Iran.
Bello scenario, vero?
Ad ogni modo, noi lo scriviamo, pensando che sia tutto un racconto di fantascienza, sperando di scongiurarlo e che tutto si svolga nella normalità e in nome dello spirito sportivo.
Ma analizziamo intanto, grazie a degli articoli di Maurizio Blondet, punto per punto quello che sta accadendo nel mondo.
Andamento delle borse e Dollaro
(tratto da effedieffe.com di Maurizio Blondet).
Il crollo dei mercati azionari mondiali è stato accompagnato da alcune manovre dietro le quinte che vale la pena di sottolineare.
E' ovvio che il calo del dollaro viene pilotato dalla Federal Reserve: così svaluta l’immenso debito americano, e screma il potere d’acquisto delle montagne di dollari in possesso di Cina, Giappone Germania ed altri esportatori, specie petroliferi.
I grandi detentori di dollari hanno tentato di resistere.
Tokio specialmente ha manipolato il cambio dello yen, perché un dollaro basso sottrae valore ai profitti degli esportatori nipponici e alle multinazionali che hanno comprato imprese in USA.
La Germania ha brontolato, perché un rafforzamento dell’euro danneggia il suo export.
Mosca ha minacciato di sostituire il dollaro come riserva.
Poi è arrivato l’ordine dal Bilderberg per bocca del suo membro Martin Wolf, direttore del Financial Times: «lasciate cadere il dollaro, altrimenti è il collasso globale!».
E tutti hanno ubbidito.
Ben Bernanke l’aveva detto chiaro il 21 marzo, che
Tradotto in chiaro, era l’annuncio dell’acrobatico tentativo: deprezzare la moneta di riserva mondiale in modo piano e regolare - facendo pagare agli altri le spese della cicala americana - mantenendo nel pubblico idiota l’illusione del continuo «boom».
Due mesi dopo l’annuncio, però, il dollaro è sotto attacco speculativo, e in un clima di panico lo Standard & Poor perde il 4,5%.
Il 14 maggio, perciò, viene sparsa la voce che il Fondo Monetario è impegnato in colloqui dietro le quinte con i responsabili di UE, Giappone, Cina ed altri per studiare misure riguardanti la svendita dei dollari che scuote i mercati.
Miracolo: il 15 mattina, mezz’ora prima dell’apertura del mercato dell’oro a Londra, «qualcuno» getta sul tavolo un’offerta eccezionale del metallo giallo.
L’oro, che sale da tre anni ad altezze stratosferiche fino a 730 dollari l’oncia, cade di 35 dollari.
E’ evidentemente questa la misura presa dietro le quinte.
A quale scopo?
Cercare di detronizzare l’oro dalla posizione naturale che stava riprendendosi, quella di monetadi riserva.
Ricordiamo che mentre le monete di carta sono promesse di pagamento di qualcuno che può essere insolvente (e di fatto lo è), l’oro ha dentro di sé il suo attivo.
La sua ascesa ha rivelato che resta, come copertura monetaria contro l’inflazione, uno strumentopiù sicuro delle azioni in trionfante rialzo.
Le azioni salgono e salgono, ma il loro valore contro l’oro cala.
Bisogna quindi impedire che l’oro torni ad imporsi come moneta.
E’ una politica tradizionale delle Banche Centrali, quella di rompere il legame psicologico tra i prezzi dell’oro e i tassi dei titoli di debito.
Nel settembre 2003
«Ci siamo alleggeriti del 50% delle nostre riserve auree, e questo dice come consideriamo l’oro», proclamò il governatore olandese Nout Wellink.
Sostanzialmente, sterco.
Altre banche hanno seguito l’esempio, compresa Bankitalia.
Svendendo come sterco le ricchezze dei loro cittadini e contribuenti.
Così ora l’oro è ribassato, ed ora è anch’esso nel vortice ribassista che ha coinvolto metallie materie prime, persino il petrolio.
Ma c’è una differenza: il boom dei metalli industriali era dovuto in più gran parte alla speculazione. L’oro ha ristabilito invece un regime di «gold standard di fatto»; può andare giù e su anche selvaggiamente, come ha fatto nel complessivo rialzo dei quattro anni passati, ma per detronizzarlo occorre più di qualche trucco.
Occorre la fiducia mondiale in Ben Bernanke e nelle Banche Centrali, fiducia che non c’è più.
Il gold standard di fatto già impone la sua disciplina ai ridicoli maghetti delle Banche Centrali.
Più loro pompano denaro di carta ed elettronico per gonfiare i loro mercati azionari (illusione di boom eterno), più l’oro rincara.
L’oncia è passata da 350 euro di settembre
L’EuroStoxx-600 (seicento azioni) sale in termini di euro, ma in once d’oro passa da
Alla lunga, la tendenza del metallo giallo è ineluttabilmente rialzista.
In questo genere di sporchi trucchi, si è distinta per servilismo criminale
Ricordate il suo proclamato principio?
«Mantenere la stabilità dei prezzi», ossia bloccare l’inflazione sotto il 3%.
Quella politica ideologica di lesina è costata agli europei milioni di posti di lavoro e crescita zero. Ma dopo aver tenuto per anni la massa monetaria stitica, di colpo
A marzo, la moneta M3 messa in circolazione è cresciuta di un vertiginoso 8,6%, con espansione continua per tre mesi.
I prestiti al settore privato, altro modo di accrescere la liquidità, sono cresciuti del 10,8%,
come non si vedeva dal ‘92.
La crescita dei mutui ha superato il 12,15.
E tutto ciò, mentre ci parlano di un'inflazione del 3%, e ammettono a mezza bocca che è del 4,5.
Lo scopo?
Continuare a far crescere i mercati azionari in valore nominale, rimettere in tasca denaro agli speculatori perché non falliscano.
Quando si trattava di salvare i lavoratori, la lesina; per sostenere la speculazione, e allontanare la resa dei conti, la più incredibile generosità.
Ma la resa dei conti verrà.
Più la si procrastina peggio sarà.
La manovra della BCE ha già portato l’euro, che si è apprezzato sul dollaro (male per il nostro export) a cadere del 65% rispetto all’oro, il che ha avuto come conseguenza il rialzo di 60 punti, fino al 4% del BOT tedesco, il bund.
Così si vede che cosa è sterco (la carta) e cosa è l’oro (oro).
E non lo fa perché i suoi servi hanno giurato al padrone USA di tener bordone alla scivolata del dollaro, a costo della rovina per gli europei.
Quanto a Ben Bernanke, il suo soprannome è «helicopter», perché si è detto disposto a gettare dollari dall’elicottero, pur di salvare le borse e il «boom perpetuo» americano (falso).
Ma questo, era qualche anno fa.
Oggi, si trova davanti a un dilemma insolubile.
Da una parte deve mantenere il dollaro, pur calante, con la reputazione di affidabile moneta di riserva, e perciò è premuto ad aumentare i tassi del bond al 5,25%, magari a giugno.
Altrimenti, il calo del dollaro non sarà piano, ma «precipitoso», l’inflazione s’infiammerà fino all’iperinflazione, il costo del debito USA aumenterà, e così l’invincibile oncia d’oro.
Però, una politica monetaria più seria della FED farebbe scoppiare la bolla immobiliare, che fornisce la sola forma di ricchezza residua dei consumatori americani, provocando una recessione storica.
Gli americani infatti sono sempre più poveri.
Se riescono ancora a comprare a man bassa tutto ciò che
Così si sentono ricchi, ipotecano le case a quel valore inflazionato e spendono il ricavato.
Ma, come ha detto «elicottero» Bernanke il 18 maggio, oltre il 40% dei mutui in essere in America sono oggi «non tradizionali», ossia a tasso variabile, e mutui senza alcun anticipo, debito al 100 %. Ancora un ritocco del tasso primario, e il debito delle famiglie aumenta, aumentano i tassi dei mutui, i ricchi americani si scoprono poveri.
Anzi poverissimi perché devono far fronte a ratei maggiorati «sotto meno favorevoli condizioni» dell’economia di carta, ossia alla fine del boom fittizio, riduzioni dei posti di lavoro, rincari di ogni genere, restrizioni del credito da panico.
Come se la caverà Bernanke?
Forse ha qualche problema di credibilità.
«No», ha assicurato Bush il 5 maggio: «questo tizio è all’altezza, è astuto, è capace.L’ho nominato io».
Detto da Bush, è l’abbraccio della morte.
Anche lui ha qualche problema di credibilità, negli ultimi tempi.
Intanto, in India, il crollo in Borsa ha già messo la polizia in allarme: i suicidi stanno per aumentare. E da noi, i cosiddetti genii della speculazione, quelli che fino a ieri si dipingevano come i capitani intrepidi del rischio finanziario, hanno subìto la già vista metamorfosi in conigli.
Loro che si piccavano di «conoscere il mercato», di capire meglio di tutti l’economia e i suoi algoritmi.
In realtà, la sola vera legge economica che governa
Si chiama «la legge del più cretino», e funziona così: anche se sai perfettamente che sono sopravvalutate, continui a comprare azioni e materie prime a prezzi fantasticamente crescenti, nella certezza che ci sarà sempre uno «più cretino» a cui appiopparle dopo.
Fino al giorno in cui ti accorgi che il «più cretino» eri tu.
Israele ha avvertito i servizi d'intelligence europei e americani di «possibili attentati durante i mondiali di calcio» di Berlino.
Lo dice l'agenzia ebraica Ynet (1), che - fatto significativo - non cita fonti israeliane, bensì il giornale Al-Watan, saudita.
Le informazioni del Mossad sono stavolta circostanziate.
Sa già chi saranno gli esecutori e chi i mandanti dell'attentato prossimo venturo a Berlino.
A compiere l'atto terroristico saranno gli Hizbullah, la formazione libanese guidata da Imad Mugniyah, che si ritiene sostenuta dalla Siria e dall'Iran e che, fra l'altro, ha obbligato al ritiro dal Libano meridionale l'esercito sionista.
Ma il mandante sarà, avete indovinato, Teheran.
Secondo il rapporto, «l'attacco terroristico è mirato a dimostrare che Teheran è capace di rappresaglia se attaccata».
Dunque è pronta anche la motivazione e lo scenario tipo 11 settembre, per giustificare anche la prossima guerra per Israele.
Infatti, veniamo informati, dopo l'avvertimento israeliano e per contrastare il pericolo imminente, è stata allestita «una sala operativa congiunta USA-Europa».
Ma non a Berlino, teatro dell'attentato profetizzato.
«A questo fine» (ossia di sventare l'attentato), dice Ynet, «due portaerei americane insieme a una nave francese sono in rotta verso l'Oceano Indiano e il golfo Persico».
Stranamente, l'articolo dà voce a «ufficiali USA contrari all'attacco all'Iran», i quali temono «che l'amministrazione Bush approfitterà di tale attacco terroristico per lanciare un'offensiva che liquiderà la crisi nucleare iraniana e aumenterà il favore presidenziale nei sondaggi».
«Questi ufficiali aggiungono che anche se gli attacchi terroristici fossero organizzati da una terza parte, sarebbero sempre usati per giustificare l'attacco all'Iran».
E' proprio così.
Dick Cheney ha già stilato dei «contingency plans» che espressamente prevedono l'aggressione all'Iran come ritorsione a qualunque attentato, da chiunque commesso.
Al-Watan, citato da Ynet, aggiunge di aver saputo da un agente della sicurezza a Bruxelles che «i servizi d'intelligence hanno impiantato attrezzature di sorveglianza in diverse ambasciate arabe e islamiche e negli uffici di aziende internazionali collegate con paesi islamici e arabi. La fonte ha aggiunto che agenti sotto falsa identità, per lo più donne, hanno infiltrato istituzioni arabe e islamiche: e-mail, fax, e telefonate in partenza sono controllate, e anche i bidoni della spazzatura esterni agli edifici vengono frugati in cerca di qualunque informazione sulla natura dei messaggi inviati da queste organizzazioni».
Insomma, tutto è pronto in anticipo per una replica europea del grande delitto dell'11 settembre, e per la conseguente nube di disinformazione che dovrà coprire le tracce.
Come ci avevano avvertito i nostri informatori di area tedesca, l'attentato musulmano a Berlino pare imminente.
Avrà la massima forza spettacolare, data la presenza delle telecamere di tutto il mondo per l'evento sportivo.
E dovrà essere abbastanza spaventoso da cambiare del tutto il modo di pensare degli europei, far capire che anche loro sono aggrediti dai musulmani, e dunque devono unirsi alle guerre di Bush. Precisamente come aveva detto ai tedeschi Israel Singer, direttore del Congresso Mondiale Ebraico, nel 2003: «Voi credete che un 11 settembre può accadere solo negli Stati Uniti, voi credete di non essere bersagli del terrorismo. Decisamente, la lezione dell'11 settembre a New York in Europa è già dimenticata. Ma quando tremila persone verranno uccise anche qui [in Germania], allora tutte queste vostre preoccupazioni per i diritti umani scompariranno!».
Per poi aggiungere: «La presunzione europea e tedesca è uno scandalo! La Germania non conosce ancora questo problema. Ma può succedere anche qui. E i tedeschi cominceranno a pensarci, se vengono distrutti due grattacieli e muoiono tremila persone. Allora democrazia e diritti dovranno cedere di fronte alla necessità di protezione e sicurezza del popolo, e perderanno significato».
Prima che il panico - agitato come di dovere dai liberi media nostrani - ci renda impossibile obiettare ed anche solo pensare, ci si può ancora stupire un poco di quanto spesso il Mossad, o comunque ambienti israeliani, sappiano in anticipo degli attentati musulmani.
L'11 settembre impiegati della Odigo, una ditta israeliana di messaggeria elettronica con sede presso le Twin Tower, furono avvisati in anticipo da sms a sloggiare da quella zona.
I cinque ragazzoni israeliani, scaricatori di una ditta di traslochi, che furono fermati quel giorno dalla polizia di New York perché visti fotografarsi a vicenda, con l'aria di congratularsi, sullo sfondo dei due grattacieli in fiamme, dissero agli agenti: «non siamo noi il vostro problema, gli arabi sono il vostro e il nostro problema».
Un'ora dopo l'attentato, gli scaricatori sapevano già chi ne erano gli autori.
Il 7 luglio 2005, il giorno della strage al metrò di Londra, il Mossad avvertì il ministro Netanyahu, che si trovava nella capitale, di non uscire dall'albergo.
Purtroppo, l'informazione era arrivata al Mossad solo «sette minuti prima» dell'attentato, non abbastanza per salvare la sessantina di poveri passeggeri, appena in tempo perché il loro ministro non si trovasse in qualche guaio.
Ma anche noi a questo punto acquistiamo qualche capacità di preveggenza.
Siamo in grado di rivelare gli argomenti con cui i giornali di Mieli, Ferrara, Mimun, Magdi Allam, eccetera, ci spiegheranno perchè il folle atto mega-terroristico sia di matrice iraniana.
Teheran ha un evidente e concreto interesse a commettere atrocità nel vecchio continente poco propenso alle guerre per Israele, e ad alienarsi le opinioni pubbliche europee colpendole in ciò che hanno di più sacro (le celebrate radici calcistiche d'Europa), perché come dice Bush «odiano la nostra libertà».
Quella libertà a cui dovremo comunque rinunciare, come giustamente ha detto il profeta Israel Singer, perché il potere deve prima di tutto garantire la nostra sicurezza in pericolo, con arresti arbitrari, intercettazioni e torture.
Gli Hizbullah hanno in questo un interesse più concreto, per poter fornire al glorioso Tsahal il pretesto di rioccupare il Libano meridionale per dare all'Europa quella sicurezza di cui, all'improvviso, mancherà.
Teheran ha un interesse evidente a confermare quello che ripete da mesi ogni ministro israeliano: che «l'Iran nucleare non è un pericolo che riguarda Israele, ma il mondo intero».
Teheran ha l'assoluta necessità di dare ragione a quella curiosa pubblicità a tutta pagina, pubblicata qualche giorno fa su tutti i giornali anglo-americani a cura dell'American Jewish Committee (2). Questa inserzione mostrava una carta del mondo su cui si stendevano due cerchi concentrici con centro sull'Iran: la presunta gittata dei missili degli ayatollah.
Ebbene, da questo era chiaro che il raggio dei missili di Teheran possono colpire facilmente Germania, Italia, Inghilterra, Portogallo.
Lo slogan sull'inserzione domandava: «Può chiunque nel raggio dei missili iraniani sentirsi sicuro? Supponete che un giorno l'Iran dia a terroristi congegni nucleari. Può qualcuno, dovunque stia, sentirsi sicuro?».
Insomma la stessa cosa che ripetono i ministri di Sion; che l'Iran è un pericolo per tutto il mondo, e che il mondo deve azzerare prima che sia troppo tardi.
Ovviamente, a questo punto, Teheran non può fare a meno di sprecare uno dei suoi missili intercontinentali (che per ora non possiede) per colpire l'Europa.
E consegnare agli Hizbullah l'uranio che ha già arricchito (al 4%) perché lo spargano su Berlino.
Si sa che gli iraniani hanno un doppio motivo per colpire specificamente la Germania.
In Iran ci si tramanda e si alimenta il ricordo e la voglia di vendetta per i sei milioni di iraniani sterminati dal Terzo Reich.
E oggi questa Germania neutralista, che si sente al riparo dall'Islam, sta avvicinandosi troppo alla Russia.
Questo va assolutamente stroncato nell'interesse della fede sciita.
Il consiglio è ai musulmani che abitano in Europa di sprangarsi in casa con adeguate scorte di cus-cus nei giorni del mondiale, e ai tifosi di guardare le partite in TV.
Stare alla larga da Berlino - come sicuramente faranno in quei giorni i 25 mila ebrei che sono tornati ad abitarvi - perché è possibile che la bomba sia, se non nucleare, «sporca» e radioattiva. Probabilmente, un ordigno tratto dall'arsenale di armi di distruzione di massa di Saddam, e mai trovato, perché riparato in Iran e Siria.
E questa è la nostra profezia: se la bomba sarà «sporca», vuol dire che l'attacco del libero Occidente all'Iran si farà con bombe atomiche.
E stavolta, con corazzate anche francesi.
Chirac ha capito che se vuole sperare di contrastare l'irresistibile ascesa di Sarkozy, deve essere più likudnik di Sarkozy.
Maurizio Blondet
Note
1) Roee Nahmias, «Report: Israel warns of World Cup terror», Ynetnews, 26 maggio 2006.
2) «Can anyone within range of iranian missiles feel safe?», pubblicità sul New York Times del 18 maggio 2006.
PAGINE DI DIFESA
Una singolare discussione riguardante l'11 settembre ed iniziata da Massimo Mazzucco di Luogocomune, è nata sul forum di Pagine di difesa.
Diamoci un'occhiata! 
L'unico sviluppo del capitalismo moderno è il genocidio.
In tanti ci inviano email per chiederci il perché di queste operazioni militari sopra le nostre teste.
Tanti sono gli scettici che ridono o che ci danno per pazzi paranoici...
La paranoia è una malattia? Forse, ma allora si sta diffondendo in tutto il mondo.
Tanti non vogliono credere al genocidio di massa, ma tanti sanno che non c'è altro modo per continuare a far sviluppare il capitalismo.
Scherzi a parte, come diceva Giambattista Vico la storia è fatta di corsi e ricorsi e Orwell diceva:
Chi controlla il passato controlla il futuro.
Chi controlla il presente controlla il passato.
La storia in passato ci ha mostrato imperi, guerre, potere. E infine decadenza.
Quello che oggi gli Stati Uniti stanno facendo è cercare di potrarre più a lungo possibile il loro impero e per far questo stanno usando, in collaborazione con tutti i governi del mondo (forse solo Iran escluso per ora), tutti i mezzi possibili e fuori dall'immaginario collettivo.
Guerra atomica, guerra elettromagnetica, sviluppo di armi non convenzionali, guerra batteriologica, OGM... una lista infinita di schifezze.
Tutte le accuse che il paese stelle e strisce rivolge agli altri "stati canaglia" della lista nera, in realtà dovrebbe rivolgerle a se stessa.
Sul libro che sto leggendo "Tutto quello che sai è falso" vengono riportate indagini e processi contro il governo americano che spesso vengono ignorati e messi a tacere.
Vi lascio con un articolo di Samir Amin sul genocidio come unica soluzione al capitalismo.
Qualche curiosità: c'è in giro da anni un videogioco chiamato Sim City (alla 4a versione) in cui si è sindaci della città e il compito è quello di farla "progredire" e crescere.
Dopo molti anni (virtuali), quando la città è completamente sviluppata e satura, l'unico modo per continuare a mantenerla in vita è generare catastrofi come uragani, terremoti, attacchi alieni, mostri tipo godzilla, esplosioni di vulcani (la frana ad Ischia mi fa pensare che qualcosa si stia muovendo sotto il Vesuvio, o che la stiano facendo muovere. Ho notato da immagini satellitari che l'Oceano Atlantico vicino la Spagna e Portogallo in questi giorni è tempestata da scie, il tutto lascerebbe pensare che stia per accadere qualcosa di qui a breve).
Tornando al gioco, solo uccidendo le persone all'interno della città è possibile protrarlo nel tempo.
Non mi stupirei se creassero una expansion del videogioco dove ci sono gli aerei con le scie che creano nubi tossiche per sterminare e controllare la popolazione.
Alcuni screenshots:
http://www.pantherproducts.co.uk/Games%20Zone/Images/simcity4%20pic2%20big.jpg
http://store.apple.com/Catalog/fr/Images/T9177_screen2.jpg
http://hry.pc.sk/obr/SimCity4/7.jpg
Ci sono anche altri videogiochi di strategia di guerra in tempo reale dove si è comandanti o delle nazioni unite o dei comunisti o dei mussulmani (tutti terroristi guarda caso tranne gli alleati che stranamente le nazioni unite sono sempre più forti).
Ma il bello è che in questi giochi ci sono armi avanzate non convenzionali lungi dall' essere solo armi futuristiche.
Ci sono armi che generano tempeste, terremoti, attacchi nucleari e armi di controllo mentale.
I giochi oltre a Sim City, sono (quelli che conosco):
Red Alert 2 e Yuri Revenge
- generatore di controllo mentale: http://screenshots.filesnetwork.com/63/others/yuriscrn10.jpg
- la scatola del gioco con Yuri: http://www.barrycorbin.net/remuda/otherworks/yurisrevenge_cover.jpg.
- il personaggio: http://bonusweb.idnes.cz/obrazek.html?obrazek=ccyurirev3_scr3.jpg
Yuri Kamensky nella realtà, era un biopsichico che faceva esperimenti di telepatia, telecinesi, etc (http://www.procaduceo.org/it_ricerche/esp/esp02.htm).
- Haarp in azione: http://screenshots.filesnetwork.com/63/others/screen18.jpg
- Armi basate sugli studi di Tesla rubati dagli americani dopo averlo assassinato: http://screenshots.filesnetwork.com/63/others/screen16.jpg
- In Red Alert 2 i tesla coil erano armi in dotazione ai russi (ecco come si lavano le mani per l'uccisione dello scienziato dando la colpa ai russi)
- soldato Tesla dotato di arma elettrica
Generals (Uscito poco dopo l'11 settembre)
- gli alleati fanno "guerra preventiva" contro i terroristi (nel gioco sono cinesi e musulmani) http://www.ea.com/official/cc/firstdecade/us/screens/2_lg.jpg si capisce chiaramente che l'attacco è ad una moschea. Ecco come gli americani istallano nella mente di tutti l'idea Musulmano=Terrorista
- attacco alleati con arma particellare (haarp) http://internetgames.about.com/library/screen/blccgenscr16.htm
- i cinesi hanno l'atomica: http://www.gamershell.com/screenpop.php?id=43910 e http://www.gamershell.com/pc/command_conquer_generals/screenshots.html?id=9 solo loro?????
Mi fermo qui.
Ci mettono la verità su piatti d'argento e noi non riusciamo a vederla.
La cosa che mi dispiace è che questi giochi vengono usati da adulti e ragazzi.
Le persone vengono rese manager di situazioni, come in una sorta di grande fratello dove il grande fratello alla fine sono loro.
Una specie di lavaggio mentale per far "abituare" le persone a controllare ma allo stesso tempo ad essere osservate e controllate. In fondo è quello che accade nella nostra vita con i cellulari, internet, le carte di credito, le tessere sconto dei supermercati, le telecamere, etc.
Siamo sempre e costantemente monitorati.
Google,il motore di ricerca soprannominato "il grande fratello" e in parte in mano ai militari Usa, che presto acquisirà tutti i testi cartacei del mondo, diventando una sorta di biblioteca mondiale e detentrice del sapere del mondo - http://mccd.udc.es/orihuela/epic/ols-master.html.
Grazie alla googlebar possono conoscere tutte le nostre ricerche e di conseguenza i nostri bisogni, i nostri desideri, le nostre malattie, preoccupazioni,... proseguite voi.
Google sta acquisendo aziende in ogni settore internet, da blogger ad Amazon, passando per la Gmail, dove le email vengono lette e viene fornita pubblicità gratuita in base al contenuto delle email. Il modello è sempre lo stesso da sempre, io ti dò qualcosa gratis ma tu ti lasci controllare... è la legge del marketing.
Presto si potranno fare ricerche con la mente.
Cioé: senza scrivere. Capite bene che cosa vuol dire?
Che la nostra mente sarà collegata direttamente al computer e sarà diventata come un Hard Disk e praticamente sarà possibile formattarla, reinstallarla, etc.
Probabilmente per diffondere la cosa gratuitamente si farà accettare la pubblicità veicolabile direttamente nel nostro cervello a seconda degli interessi che ognuno ha.
Ma di certo ci sarà qualcuno che farà spamming e il nostro cervello sarà bombardato da messaggi spazzatura che dovremo ripulire in qualche modo.
E qui occorrerà un dottore... ma niente paura c'è il buon dottor Norton che ha sempre pensato ed agito "per il nostro bene" e di certo, una volta installato nel nostro cervello ce lo impallerà alla grande come fa con tutti i computer in cui si installa e alla fine non potremo piu' liberarcene, perché disinstallandolo si porterà di sicuro con se qualche neurone di sistema!
Mi fermo qui dai, non sono certo Asimov e non ho fumato niente! :-)
SAMIR AMIN
Nato al Cairo (Egitto) nel 1931, docente universitario, è stato consigliere economico di vari paesi del Sud del mondo usciti dal colonialismo, attualmente dirige a Dakar (Senegal) il Forum del Terzo Mondo. E' uno degli economisti più noti, ed uno dei più lucidi critici del capitalismo, dell'imperialismo, della globalizzazione.
Opere di Samir Amin: è stato appena pubblicato Il capitalismo nell'era della globalizzazione, Asterios, Trieste 1997, che sintetizza le riflessioni recenti di Samir Amin. Alcuni suoi lavori degli ultimi anni sono stati pubblicati in opuscoli: I mandarini del capitale globale, Edizioni Associate, Roma 1994; La gestione capitalistica della crisi e La sfida della mondializzazione, Edizioni Punto Rosso, Milano 1995-'96. Volumi precedenti: L'accumulazione su scala mondiale, Jaca Book, Milano 1970; Lo sviluppo ineguale, Einaudi, Torino 1977; La teoria dello sganciamento, Diffusioni 84, Milano 1987.